Milan, “Cinesi gelati”, c’è lo scenario peggiore possibile. Viene giù tutto: bomba nel cuore della notte

Cosa troveranno i tifosi del Milan sotto l’ albero di Natale? Certo, dopo aver ingoiato bocconi amari a ripetizione (derby, Juve e soprattutto Benevento) avrebbero bisogno di uno di quei pacchi giganti che al di là del contenuto risollevano lo spirito.

Ma molto probabilmente non sarà così. Le due partite che la dirigenza rossonera sta giocando fuori dal rettangolo verde puntano a un doppio risultato: da una parte raggiungere un accordo senza sanzioni con l’ Uefa (il voluntary agreement) e dall’altra rifinanziare il debito complessivo da 380 milioni di euro contratto con il fondo Elliott. Partite complicatissime che secondo quanto risulta a Libero sono collegate a filo doppio.

Il tira e molla con l’ Uefa, infatti, è iniziato il 9 di novembre quando Fassone & C hanno presentato a Nyon un piano economico assai dettagliato per evitare i “guai” legati al fair play finanziario. Ma il progetto elaborato dall’ amministratore delegato rossonero non sembra aver granché convinto i guardiani del calcio europeo che hanno chiesto esplicitamente un term sheet vincolante sulla ristrutturazione del debito.

Cosa significa? Per capirlo dobbiamo tornare al secondo match, quello che si sta giocando a Londra con Highbridge, il fondo speculativo di Jp Morgan. Gli uomini dell’ hedge fund stanno studiando i conti di via Aldo Rossi per decidere se concedere al Milan un nuovo prestito (da almeno 400 milioni), a una scadenza più lunga (si arriverebbe al 2023) e con tassi di interesse inferiori (intorno all’ 8%).

Bene, l’ Uefa darà il via libera al Milan solo in caso di presentazione di una sorta di precontratto vincolante (il term sheet di cui sopra) che garantisce la ristrutturazione del debito. Altrimenti saranno comminate le sanzioni che partono da una multa e arrivano fino alla riduzione della rosa nelle competizioni europee e alla limitazione del mercato. L’ attesa comunque non durerà a lungo.

La commissione giudicante si riunisce a Nyon domani e al massimo entro il 15 dicembre darà un responso. Noi ci limitiamo a ricordare che il problema del rifinanziamento sta tutto nei 180 milioni che il fondo Elliott ha prestato all’ 11,5% alla Rossoneri Lux di Yonghong Li, la scatola lussemburghese che controlla l’ Ac Milan. A garantire quel prestito, infatti, ci sarebbero le proprietà, a dir il vero assai misteriose, di mister Li.

Che non lasciano dormire sogni tranquilli. Insomma, servirebbe come il pane l’ ingresso di un socio che affianchi l’ uomo d’ affari di Hong Kong. La ricerca è partita da tempo e a quanto ci risulta la pista del gruppo arabo (Fawaz Abdulaziz Alhokair Group) di cui tanto si parla in questi giorni sarebbe da escludere.

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